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La Renault fa posto a tutte le famiglie

A prima lettura sembrerebbe uno spot che lega la società francese di automobili a qualche forma di Family Day o simili: un modo per mettere al centro l'isituzione familiare in un momento storico dell'umanità in cui sembra essere sempre più un qualcosa da considerare antiquato e, in taluni casi, obsoleto.
Anche Max Giusti, nella sua avvincente tramissione giornaliera Affari tuoi, tra l'apertura di un pacco e l'altra, ha avuto la brillante idea di lanciare un messaggio diverso: ieri sera, non più un'unico partecipante, ma una coppia in procinto di sposarsi e di dar vita ad una famiglia, cioè ad un unione di intenti, ad un incontro di idee e decisioni da prendere in comunione, attraverso il confronto e quindi l'amore.
Certo, un gioco, però è interessante sottolineare quanto si possa far passare determinati messaggi, positivi e costruttivi, anche tramite un semplice gioco che però tiene incollati alla Tv migliaia e migliaia di individui.

La stessa cosa non può dirsi per lo spot pubblicitario promosso dalla Renault che passa sulle nostre reti quotidianamente e, ovviamente ritroviamo nella prima pagina del sito online della casa automobilistica (clicca qui).
La riproduzione è quella di un uomo che, all'interno della sua spaziosa Renault, va in giro a prendere, portare e riprendere i "vari" figli delle sue "varie" famiglie (ne ho contate 4!!!): quello con la sua prima moglie, quelli non suoi ma della sua seconda moglie, quello avuto con la sua seconda moglie, addirittura quello di cui ha da poco saputo essere il padre...E per finire, l'aggiunta del figlio del vicino, ovviamente, di colore!
C'è di tutto in questo spot, un'idea di società libera da ogni vincolo, che associa la libertà di avere più "famiglie" all'accetazione del diverso, al cosiddetto multiculturalismo, quasi che le due cose viaggino sul medesimo binario, cioè, accetto un immigrato allo stesso modo in cui accetto i figli avuti da più mogli, allargando la famiglia ad una sorta di comunità itinerante, di gente che si incontra ed unisce in relazione alle scelte degli adulti, libere ed incondizionate.
Tanto quale può essere l'unico problema?L'ampiezza della macchina?A questo ci pensa Renault.
Per il resto chi se ne importa se per l'ennesima volta i messaggi che la TV veicola sono quelli di una società sempre meno ancorata ai valori, ad una morale, all'educazione dei più giovani secondo principi di responsabilità e profondità, proponendo comportamenti che siano virtuosi per l'intera società.
Ma purtroppo questo è il modello della società odierna, post-moderna, nella quale il contenitore è sempre più fluido e modificabile: la famiglia allargata de I Cesaroni ha fatto scuola e poco importa se poi si incontrino, si sposino, si innamorino fratellastri e sorellastre, poco importa se poi mancano figure di riferimento, poco importa se poi i giovani ricercano ancore di salvataggio in altro, ricercano altrove le proprie sicurezze e certezze...Tanto, alla fine, c'è sempre Renault che risolve i problemi.
C'è sempre questo sfrenato consumismo che detta le regole e valori su cui basare l'esistenza dell'umanità.
E la TV, grande e potente strumento, non fa altro che assecondare e rendersi complice di questo relativismo e questa assurda deriva nichilistica dei valori edell'etica.

Pubblicato il 9/5/2009 alle 13.15 nella rubrica Cultura.

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