Blog: http://QuoVadisblog.ilcannocchiale.it

Giustiziata Delara: la pena capitale continua a mietere vittime

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, è stata impiccato all'alba di oggi la giovane pittrice iraniana per un presunto omicidio eseguito in complicità del ragazzo quando aveva solo 17 anni, cioè circa 6 anni fa.
Si parla di presunto perchè in realtà notizie certe in tal senso non se ne hanno: la ragazza, secondo le prime dichiarazioni, aveva confessato la partecipazione al delitto, salvo poi ritrattare per via del' "imprevisto" corso che stava prendendo la vicenda e che l'avrebbe portata ad essere uccisa "nonostante" il suo essere minorenne, condizione, secondo quanto da lei espresso, reputata all'inizio sufficiente per sfuggire all'esecuzione del boia.
Così non è stato e ancora una volta assistiamo inermi ad una pratica tanto disumana e atroce che purtroppo colpisce ancora la maggioranza dei Paesi sulla Terra.
Una sconfitta per i diritti umani e basta: perchè questo non è un discorso di Islam o non Islam...Questo è un concetto culturale che va aldilà di ogni presupposto strettamente umano, abbracciando una condizione di fratellanza che trascende le umane esistente e che purtroppo è ancora lontana dall'essere praticata e concepita da tutti.
Si muore sotto la scure del boia nei Paesi islamici, secondo un'interpretazione, secondo me, troppo personale ed "umana" del Corano, ma si muore allo stesso modo anche in America, paese dai tanti considerato civilizzato, "moderno", ma ancora ingarbugliato da un nodo tanto infame e contraddittorio.
I motivi alla base di una tale pratica sono tanti e ognuno diverso dall'altro, ma tutti portano ad una conclusione da condannare senza se e senza ma, ecco perchè è fondamentale riuscire ad andare oltre l'orizzonte visibile dall'cchio umano per ricercare in altre dimensioni basi concrete, forti e stabili che siano i presupposti di una convivenza tra gli uomini che sappiano rendere concreti e verificabili ideali e valori quali la fratellanza, il perdono, l'accettazione dell'errore, la dignità della pena, giusta e sacrosanta, ma che rispetti la dignità dell'uomo sempre, qualsiasi sia la sua condizione.
Se non riusciamo ad accettare l'errore altrui, anche il più difficile e disumano, come possiamo pretendere compassione e pietà, quando saremo noi nell'errore?
"Non fare all'altro quello che non vorresti fosse fatto a te"...Penso sia questa una regola d'oro da erigere quale strumento di disamina e confronto dalle nostre più piccole ed inutili tensioni quotidiane, fino ai grandi temi dei diritti umani: la morte di Delara, oltre a spingerci a non abbassare la guardia in questa lunga e dfficile battaglia accando ad ogni uomo, ci aiuti a sensibilizzare le nostre azioni quotidiane, segnate sempre nell'ottica di un rispetto profondo del prossimo, anche quando è inciampato, anche quando ha sbagliato...Chissà, forse, soprattutto in quei momenti.

Pubblicato il 1/5/2009 alle 16.40 nella rubrica Sociale.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web