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telefonia
La bella Sara di Adesso3
16 settembre 2008

 

Oggi come oggi è senza dubbio difficile sorprendersi per qualsiasi cosa accada, spesso ci ritroviamo a ritenere assurde cose che poi con il tempo percepiamo divenire sempre più parte del vissuto quotidiano di ognuno, cancellando tutti i timori del passato più o meno prossimo.
In certi casi è anche buono, segno di una crescita dell'uomo e di una liberazione più o meno completa da catene del passato più che altro ideologiche e quindi difficili da capire e da comprendere: ci sono casi, però, in cui a mio parere un limite va posto, dovrebbero esserci regole più che scritte di buona norma, etiche, per indirizzare l'operato dell'uomo verso determinati percorsi piuttosto che altri.
E' il caso di quello che ieri mi è successo con il mio cellulare Tre.
Mi arriva un sms da Adesso3, servizio di informazione e pubblicità dell'azienda di telefonia con il titolo "La bella Sara": lo apro, come faccio sempre per cancellare quello che costantemente mi arriva senza averlo mai richiesto (già questo ha dell'assurdo), e mi si avvia un breve filmato con tanto di musica di sottofondo piuttosto erotica e sensuale (da film porno) che ritrae la cosiddetta bella Sara in atteggiamenti sensuali e provocanti ai bordi di una piscina...La cosa si interrompe dopo qualche secondo con l'invito ad un semplice clic per guardare il seguito.
Ora io mi domando: può essere accettata una cosa del genere? E' normale che arrivino determinate cose su di un cellulare che potrebbe anche essere nelle mani di un bambino? Non credo sia una giustificazione plausibile quella secondo cui per attivare questi contratti è necessario avere una carta di credito ed essere maggiorenni, perchè un genitore può attivare una scheda e darla ad un figlio minorenne.
E neanche che tutto debba ricadere sulla responsabilità di un genitore che deve eventualmetne, nenache so come a dir la verità, bloccare simili imput messaggistici: io, per esempio, un giorno mi collegai sulla mia homepage personale di 3 per bloccare questo servizio di pubblicità, ma non può essere completo e infatti, seppur con minor frequenza, la cosa comunque continua ad essere attiva.
Inoltre forse sarebbe più normale non lasciare che il servizio venga disattivato, quanto piuttosto che possa essere attivato da chi non può fare a meno di vedere la bella Sara in riva ad una piscina.
Io trovo assurdo tutto ciò.
E credo, altresì, che per un genitore educare un figlio sia un compito altamente difficile, è una missione vera e propria alla quale tutta la società deve contribuire aiutando i genitori e non facendogli vivere la crescita dei figli solo ed esclusivamente come una battaglia da affrontare contro tutto ciò che viene dall'esterno.


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permalink | inviato da Andrzej il 16/9/2008 alle 10:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
politica interna
Sono veramente un problema le impronte digitali?
14 agosto 2008

Con questa foto scattata ad un bambino ebreo del ghetto di Varsavia nel 1943 è riscoppiata la polemica sul recente decreto sicurezza studiato dal governo: chissà, forse l'estate porta con se sempre qualche titolo sensazionalistico in meno, tutti sono in ferie, il Parlamento è "chiuso" ed è difficile trovare argomenti che suscitino l'interesse delle persone occupandone l'attenzione per settimane e settimane.
Proprio per questo Famiglia Cristiana ha pensato bene di tornare su ciò che ha infuocato l'opinione pubblica, più o meno, dall'insediamento del nuovo governo fino ad un paio di settimane fa: imrponte digitali giuste o non giuste, militari nelle città si, militari nelle città no...Insomma mancavano un pò di polemiche, serviva uno scossone "mediatico" quasi che la gente si stufasse a stare senza pensieri sotto il sole e sentisse realmente il bisogno di un nuovo tormentone.
Si, perchè per me di questo si tratta, soprattutto quando, nel riproporre, vengono percorse le stesse vie toccate già in precedenza...A che serve? 
L'Italia è un Paese fascista, è altamente intollerante con zingari e rumeni, tanto da rievocare immagini drammatiche quali quelle del bimbo ebreo davanti alle SS naziste; mi chiedo se è reale il bisogno di tutto ciò, se serve a qualcosa o invece è solo un modo per fare della demagogia, per polemizzare e quindi puntare, come sempre, all'inconcludenza.
Ho assistito con partecipazione al dibattito che si è aperto sulle impronte digitali: sarò strano, forse vedrò la cosa in maniera troppo semplicistica, ma, mi chiedo, è veramente un problema? Proprio questa mattina parlavo con un albanese che lavora regolarmente qui in Italia e che mi diceva che lui vuole lasciare le sue impronte, vuole essere "schedato" e riconosciuto per non essere equiparato a chi qui viene solo per delinquere, e inoltre per sentirsi difeso da chi commette violenze, ma non viene mai identificato, non si sa che fine fa e continua a vivere nella penombra dell'illegalità.
Riflettevo che in fondo le impronte di oggi potrebbero essere equiparate alle foto di un secolo fa, strumenti di identità più accurati utili al riconoscimento delle persone...Perchè tutto questo polverone? Non succede la stessa cosa per ogni uomo, donna o bambino che entrano negli Stati Uniti d'America? Perchè nessuno polemizza o solleva l'eventuale problema? Che nessuno vada mai in America? Mi sembra un pò strano.
Passando al "problema" militari ne ho sentite di tutti i tipi: 3000 sono un numero esiguo e utile solo alla demagogia della maggioranza, però diventa un numero allucinante quando serve per dare un'immagine "militarizzata" del nostro Paese...I militari non hanno competenze per fare queste cose, per poi sentir dire il contrario ai diretti interessati...Insomma, anche qui l'insalata delle opinioni è stata piuttosto ricca e, come spesso accade in questi casi, nel piatto c'è finito un pò di tutto.
Un pò di tempo è trascorso anche dall'entrata in vigore di questo decreto e come sempre, poi, i fatti, in parte, semplificano di gran lunga i fiumi di parole precedenti: ascoltavo proprio in questi giorni la testimonianza di due donne, una anziana, una giovane, che salutavano con entusiasmo la presenza di questi militari in taluni punti un pò più sensibili.
La prima, abitante a Roma si sente più libera di rientrare a casa in qualsiasi orario, l'altra, fatta esperienza notturna nei pressi dell'Anagnina, fermata metro di Roma, per ritardi dei treni, consapevole del luogo poco raccomandato ha anch'essa tirato un sospiro di sollievo nel vedere 2-3 militari sul luogo, passeggiare e controllare la situazione.
Ora non voglio dire che è tutto perfetto, però è anche vero che non si può solo attaccare, ma è utile anche "ascoltare" il tessuto sociale per capire cosa concretamente si aspetta e quali sono le risposte che dà a talune prese di posizione: io, per esempio, credo che non può essere una prassi, ma che, in un momento un pò delicato come questo che stiamo vivendo, forse può essere necessario per dare intanto un pò di tranquillità e cercare soluzioni che non siano più per tamponare un'emergenza, ma diventino essenziali e durature per un vivere quotidiano basato sul rispetto tra le persone.
Piuttosto che continuare sulle strade dell'invettiva, trascinandosi su polemiche già un tantino "attempate" sarebbe secondo me più redditizio e concreto, da parte di Famiglia Cristiana come di chiunque ricopre un ruolo simile, prodigarsi ed impegnarsi per dar voce a proposte che migliorino quelle attuali, per dare spazio alle critiche come anche agli elogi così da formare una conoscienza comune più completa del problema e rendere i cittadini i primi soggetti attivi di proposte, suggerimenti e idee che per mirare al bene, devono necessariamente avere fonti attendibili e soprattutto complete, senza rievocare sempre i soliti fantasmi del passato che, probabilmente, non rievocano più terrore per le volte che vengono riesumati.

 

CULTURA
42sima Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali
4 maggio 2008


 "I mezzi di comunicazione sociale: al bivio fra protagonismo e servizio. Cercare la Verità per condividerla."

La Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali è un evento a cui la Chiesa tiene molto visto che è l'unica data decisa nell'ultimo concilio Vaticano attraverso il documento conciliare "Inter Modifica": non potrebbe essere altrimenti vista la valenza sempre più importante che i media rivestono nell'esperienza umana, ormai toccata, attraverso l'utilizzo di strumentazioni sempre più tecnologiche, da una interconnettività perenne che ci rende tutti protagonisti nel villaggio globale.
Nel messaggio diffuso per la celebrazione il papa sottolinea senza indugi le infinite risorse che i media possono mettere a disposizione dell'uomo, sottolinendo anche l'apporto concreto che essi hanno dato allo sviluppo della persona umana; non sono da meno però gli ammonimenti riguardo ai rischi che, un eccessivo protagonismo e una diffusa autoreferenzialità possono generare e, per certi versi, generano nella nostra società.
Benedetto XVI traccia una strada, un percorso da seguire, consapevole che essere davanti ad un bivio vuol dire in primo luogo scegliere, e quindi decidere se essere dalla parte dell'uomo, della sua dignità e indiscutibile centralità nelle dinamiche sociali, oppure in una dimensione in cui interessi di parte guardano ad altri orizzonti "utilizzando" l'uomo come strumento per raggiungere i propri obiettivi.
La scelta è tutta qui, senza paure o conclusioni apocalittiche, il papa invita tutti, operatori e utenti, a scegliere a favore dell'uomo, affinchè le risorse che questi strumenti hanno, possano essere messi sempre e solo a dsiposizione dell'uomo, senza se e senza ma.
Io penso che questo possa essere possibile a patto che ci sia la disponibilità ad accostarsi alle parole del papa senza preconcetti, ma con l'impegno a lasciarsi interrogare per dare vita a progetti e soluzioni diverse, ma tutte incentrate sull'unico obiettivo di favorire l'uomo senza ridurlo a strumento e burattino. 

sfoglia
agosto