QuoVadisblog | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

QuoVadisblog
"La strada è lunga, ma non esiste che un solo mezzo per sapere dove può condurre, proseguire il cammino" (don Tonino Bello)
Link

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte


SOCIETA'
Natale di Roma: 2762 anni e ancora è difficile muoversi in città!!!
21 aprile 2009
Il Natale di Roma, festa laica legata alla fondazione della città di Roma, il 21 aprile del 753 a.C. è un giorno particolarmente sentito da tutta la cittadinanza impegnata a commemorare la storia millenaria di una delle città più antiche della storia dell'uomo, mai stanca di dare i suoi impulsi di vitalità e creatività.
Leggevo ieri la presentazione delle manifestazioni messe in atto per celebrare questo importante evento proprio mentre mi trovavo tra un autobus e l'altro, una metro e quella sucessiva ad andare nel mio posto di lavoro: ero sulla banchina della metro A fermata stazione Termini e, prima di riuscire a prendere il mio posto, ho dovuto attendere il passaggio di 6 metropolitane, tutte rigorosamente strapiene, incapaci di assorbire altri passeggeri.
Il tutto, considerando il passaggio ogni 3 minuti, per una modica attesa di circa 20 minuti, su di una banchina stretta, accalcato tra migliaia di altre persone tutte nelle mie condizioni, con il rischio per tutti di ritrovarsi sui binari per una spinta fuori posto, per una botta del vicino o per le spinte di quelli delle file dietro.
Ho assistito a scene allucinanti: ogni arrivo del treno era uno spingersi uno sull'altro per cercare di entrare, senza neanche la minima attenzione ad una delle più elementari regole di convivenza e civiltà per la quale bisogna prima lasciare che tutti scendano per poi salire: no, la gente entrava ancor prima che le porte completassero l'apertura, a volte, rasentando quasi il ridicolo, ri-spingendo dentro anche coloro i quali si apprestavano a scendere, e quindi, a lasciare libero un posto.
Inoltre gli interventi degli agenti predisposti alla sicurezza, costellati di insulti, invettive contro l'inciviltà degli italiani ( se sul momento qualcuno avesse fatto un controllo, fosse di italiani eravamo la metà) e inviti (eufemismo) a saper attendere "solo" altri 3 minuti per....Riassistere alla medesima scena: tralasciando il modo con il quale certe persone si accostano a lavori che dovrebbero avere una particolare attenzione al rapporto con la gente e ai modi con i quali questo dovrebbe essere eseguito, ho cercato, pur nel nervosismo crescente dentro di me, di "tirarmi fuori" da quel contesto per cercare di capire.
Chi sono gli incivili? Coloro i quali, pur sbagliando, non guardano in faccia a regole e persone per entrare dentro un mezzo pubblico o chi, giornalmente, mette in queste condizioni disumane migliaia e migliaia di persone?
Io ho provato a fare il civile in quei 20 minuti...Ho provato perchè, per fortuna, non avevo orari scaditi e potevo arrivare anche un pò più tardi e infatti sono riuscito ad entrare dopo 6 passaggi: avessi spinto, provato ad infilarmi tra le braccia di uno e le gambe dell'altro magari avrei preso la terza, la quarta, ma non vi sembra sia comunque un'assurdità?
E chi deve stare puntuale al lavoro? E chi non riesce a stare lì sotto per così tanto tempo?E chi, giustamente, considera disumane le condizioni che si vivono lì sotto, e ripeto, ogni giorno?
Roma è una città meravigliosa, è giusto che venga valorizzata e messa nelle condizioni di essere ammirata, amata, studiata, vissuta da chiunque nel mondo desideri almeno una volta nella sua vita passare qualche giorno tra le meraviglie che riempiono ogni suo vicolo, strada, piazza o ponte; ma non possiamo guardare con orgoglio solo al passato, bisogna fare in modo che l'orgoglio continui ad esserci anche il presente e, in prospettiva, per il futuro.
Non si può lasciare che milioni di cittadini vivano disservizi continui, soprattutto per quanto riguarda la mobilità, perchè proprio per il valore che ogni più insignificante vicolo ha, sarebbe importantissimo e fonte di innumerevoli benefici dar vita ad una politica che renda questa città camminabile, dia la possibilità a chi giornalmente la vive, di viverla fino in fondo, di gioire quotidianamente del meraviglioso patrimonio che custodisce ma che troppo spesso ci dimentichiamo presi da vere e proprie battaglie che servizi deficitari e in taluni casi assenti, provocano dentro chiunque ha la necessità di farne uso.


Festa dei popoli: imparare ad accogliere nella giustizia e nell'altruismo
18 maggio 2008



Si svolge oggi, a Roma in piazza san Giovanni in Laterano, la XVII edizione della festa dei popoli, un'iniziativa che vede coinvolti circa 150 gruppi di non italiani e che pone la città Eterna in primo piano su temi attualissimi nel dibattito socio-culturale quali l'integrazione e la multietnicità.
La festa avrà la durata di una giornata e verà impegnate 40 etnie, fin dalle 9 del mattino, nell'organizzare stand culturali, gastronomici e artigianali, mostre, laboratori, workshop e rappresentazioni folkloristiche, una celebrazioni religiosa e per concludere l'estrazione dei numeri della Lotteria associata all'evento.
Quest'anno, dopo tutto quello che è successo in campagnia elettorale per quanto riguarda la sicurezza e la condizione degli immigrati, credo che la festa si rivesta di un'attenzione ed un'importanza ancora maggiori: stiamo vivendo in un periodo dove è facile lasciarsi sopraffare dalle maree del pregiudizio, dall'irrazionalità, dalla chiusura e dalla paura, l'insicurezza sembra farla da padrone, ma è anche vero che non possono e non devono essere queste le risposte al sempre più vasto fenomeno migratorio.
La sicurezza è importante, credo sia giusto invocarla e pretendere risposte che vadano però nell'unica direzione possibile del bene di tutti e non solo di alcuni, escludendo altri: trovo importanti, in tal senso, le parole del neo-ministro Maroni alla recente festa della Polizia, dove sottolinea come la rabbia non debba mai sostituirsi e superare le leggi, la legalità e quindi il rispetto reciproco di tutti.
Inoltre, però, non va dimenticato che le leggi non potranno mai essere le uniche depositarie della giustizia, esse potranno garantirla, creare i presupposti affinchè culture diverse si incotrino e imparino a convivere, ma se non c'è l'impegno di ognuno, un impegno che sia culturale, a saper accogliere chi è diverso, avvicinandolo, conoscendolo, entrando in sintonia con lui, sarà sempre difficile buttare giù quel muro di indifferenza e diffidenza che caratterizza oggi in nostri rapporti.
Fino a quando la gente è ignorata, non avrà voce ci sarà sempre il pericolo di sfoghi emotivi; fino a quando pregiudizi, timori e irrazionalità saranno i sentimenti comuni sarà impossibile realizzare una società integrata; se tutti gli uomini saranno in grado di convincersi che ognuno è fratello e che l'amore è l'unico vero strumento per trasformare la società, allora sarà possibile essere esempi di integrazione, di accoglienza, di vera giustizia e quindi di pace.
L' altrusimo vero è la capaicità di identificarsi con un altro essere: solo nella misura in cui sapremo sostituire questo ai soliti sentimenti di pietà, che ci pongono su di un piano diverso dal prossimo, allora saremo in grado di dar vita ad una società che sappia integrare diverse culture e diverse etnie.
Credo che la festa dei popoli abbia proprio questa finalità, in una città come Roma, da sempre sensibile alla multietnicità e all'incotro.

POLITICA
Alemanno è il nuovo sindaco di Roma
28 aprile 2008



La tornata "supplementare" delle elezioni svoltesi 15 giorni fa ha dato i suoi definitivi risultati con un risultato sorprendente proprio nella Capitale dove per 15 anni c'era stato un dominio incontrastato del centro-sinistra: vince Alemanno, con 7 punti di vantaggio su Rutelli, aprendo una nuova stagione nella storia della Città Eterna.
Il candidato del Pdl è riuscito in un'impresa che in molti vedevano come impossibile e che già in passato, nel 2006, lo aveva visto mestamente soccombere allo strapotere dell'altro candidato Walter Veltroni; non si può nascondere l'importanza dell'evento e neanche ridurre un tale esito alla disputa sulla sicurezza, come più volte ha sottolineato lo sfidante sconfitto.
E' chiaro che un tema simile renda sensibile gran parte della popolazione, soprattutto in una grande città come Roma, ancora troppo dimenticata e sola in vastissime zone, ma più che strumentalizzazione da parte del Pdl, sarebbe più corretto interrogarsi, da parte del Pd, sulle mancanze degli ultimi anni che hanno portato ad una tale situazione.
E' probabile che Alemanno abbia saputo avvicinare maggiormente la gente rispetto al suo avversario più occupato a circondarsi di gente dello spettacolo e dello sport, ma che purtroppo viene vista troppo lontana dalla gente comune di tutti i giorni, da chi vive di stenti e sacrifici perchè non riesce ad arrivare alla fine del mese: Roma, grande città e ricca di fascino e di storia, ha bisogno di essere valorizzata, ma allo stesso tempo di essere ascoltata perchè "bisognosa" di vivibilità, in primis, per chi giornalmente la vive e troppo spesso si trova in un labirinto dal quale sembra impossibile uscire.
Credo che su tutto sia necessario investire sulla sicurezza perchè vivere con la paura rende la città un bunker nel quale diventa sempre più difficile l'incontro e la reciprocità con l'altro; i trasporti e la mobilità non possono più essere rimandati, perchè una grande città non può condannare i suoi cittadini ad interminabili ore di fila che alienano le persone privandole di momenti importanti da vivere in famiglia o impegnati in altre attività; la sussidiarietà da porre a fondamento di ogni decisione politica, perchè diventi il fiore all'occhiello di una città che nel corso dei millenni ha visto sulle sue strade incontrarsi persone, culture, educazioni diverse, ma tutte importanti nella crescita e nello sviluppo del suo spirito.
Personalmente sono sempre a favore dell'alternanza, perchè credo sia fondamentale per non dar vita a roccaforti di potere, e per rendere più vitale e "giovane" l'azione politica; inoltre mi sento in particolare sintonia con il primo discorso del neo-sindaco che, nel commentare la vittoria, ha invitato tutti alla sobrietà e non ostentazione della vittoria: è un indirizzo importante, in contrapposizione ad una politica dell'immagine e narcisistica, ma troppo spesso evanescente e retorica, che sottolinea il temperamento di un uomo pratico, concreto e coraggioso, desideroso di porre i fatti prima delle parole, e dare conferma con essi al largo consenso ricevuto.
Roma ha bisogno di concretezza, di azioni ponderate ma anche decise e chissà che non parta proprio da qui un'opera di rinnovamento dell'azione politica che sappia mettersi in gioco, lavorare, impegnarsi, analizzare con lucidità la realtà, mettendo da parte l'immagine, cui per ovvi motivi la città si presta ad avere, ma che non basta più perchè desiderosa di concretezza e di un benessere che tocchi tutte le classi sociali senza alcun tipo di distrinzione.
Questo è l'augurio che faccio a Gianni Alemanno!!!

sfoglia
marzo        maggio