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Nuove tecnologie, nuove relazioni - Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali
22 maggio 2009
Domenica prossima, 24 maggio, la Chiesa Cattolica celebrerà la 43° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.
Suggestivo il tema scelto per quest'anno: "Nuove tecnologie, nuove relazioni", realtà apparentemente in antitesi tra loro, nel dualismo che oggi contrappone il reale al virtuale, ma che vengono accostate, a mio parere con ottima intuizione, con l'intento di evidenziare l'enorme potenziale che i nuovi strumenti comunicativi posseggono al fine di rendere più umana la vita.
A volte sembra che la Chiesa, confrontandosi con le nuove tecnologie, assuma posizioni di chiusura, a volte di intransigenza, forse di paura: queste, quotidianamente, sono le accuse che da più fronti le vengono mosse, ma che vengono spazzate dal discorso fatto dal papa proprio in occasione di questa importante ricorrenza.
Benedetto XVI parla dei "molti benefici che derivano da questa nuova vultura della comunicazione:le famiglie possono restare in contatto anche se divise da enormi distanze, gli studenti e i ricecatori hanno un accesso più facile e immediato ai documenti, alle fonti e alle scoperte scientifiche e possono, pertanto, lavorare in equipè da luoghi diversi; inoltre la natura interattiva dei nuovi media facilita forme più dinamiche di apprendimento e di comunicazione, che contribuiscono al progresso sociale."
Inoltre, nel sottolineare ancora le meravigliose evoluzioni raggiunte negli ultimi anni il papa non dimentica di sottolineare quanto "la loro popolarità tra gli utenti non dovrebbe sorprenderci, poichè esse rispondono al desiderio fondamentale delle persone di entrare in rapporto le une con le altre. Questo desiderio di comunicazione e amicizia è radicato nella nsotra stessa natura di esseri umani e non può essere compreso solo come risposta alle innovazioni tecnologiche. Il desiderio di connessione e l'istinto di comunicazione, così scontati nella cultura contemporanea, non sono in verità che manifestazioni moderne della fondamentale e constante propensione degli esseri umani ad andare oltre se stessi per entrare in rapporto con gli altri."
La conclusione è un invito ai giovani a farsi promotori di questa cultura delle relazioni, dell'amicizia, di riuscire a trovare i tasti giusti per toccare le menti e i cuori della gente, di essere testimoni della forza salvifica della fede.

Mi piace molto il tema della relazione. Oggi viviamo in un mondo tendente all'individualismo, nonstante la globalizzazione, il pluralismo, le infinite reti che intrecciano i rapporti nella società, l'uomo è sempre più concepito come essere privato della sua dimensione relazionale e sociale.
L'uomo senza comunicazione, senza il dialogo non può vivere; fare esperienza di soggettività esasperata, solitaria, spesso narcisistica, porta ad una condizione di frustante solitudine, di silenzio e spesso, nell'esasperazione, a mancanze di rispetto di sè, del prossimo, e di un corretto impegno verso il bene comune.
Occorre fare esperienza di alterità, ascoltare e condividere con l'altro, mettersi in uno spirito di comunione, che possa permettere la costruzione di un sè maturo e quindi di partecipare in maniera solidale e comunitaria alla vita sociale di tutti.

Il papa ci fornisce una sfida suggestiva, difficile e ambiziosa: non aver paura del nuovo, non accettare attegiamenti di sfiducia e chiusura, ma alimentare gli infiniti benefici provenienti dalla tecnologia con uno spirito umano, solidale e fraterno, mettendo l'uomo al centro del loro operato, affinchè esso sia sempre il fine e mai il mezzo per raggiungere scopi incentrati su dinamiche utilitaristiche e individuali.

Per leggere il discorso completo del papa clicca qui.
SOCIETA'
Dall'8 per mille un fondo diocesano di sostegno
15 marzo 2009
Sull'8 per mille spesso e volentieri si specula e si cercano argomenti per sferrare personali attacchi contro la Chiesa, le sue gerarchie, i suoi intenti e le sue finalità: un giochino che in Italia riesce ad avere sempre un terreno fecondo e contro il quale, per dovere di verità e chiarezza, troppo spesso risulta difficile al semplice cittadino trovare risposte concrete che diano perlomeno una visione della realtà più equilibrata ed equidistante.
Ho sempre ritenuto questo un grosso limite della Chiesa, incapace in troppe occasioni di saper comunicare e rendere disponibili a fedeli e non, notizie che diano effettiva dimostrazione di quanto di positivo viene fatto, spesso in silenzio e lontani dai riflettori mediatici ,all'interno della Chiesa, anche per rispondere alle tante inchieste che ciclicamente trovano espressione sui giornali dando una visione parziale e, purtroppo a volte distorta, della realtà.
Ecco perchè mi piace mettere in luce oggi una bella iniziativa portata avanti dalla Diocesi di Frascati (Rm) e dal suo vescovo Giuseppe Matarrese e che, purtroppo, fino a ieri non trovava riscontro nè sul sito della diocesi nè tantomeno su una ricerca attraverso il motore di ricerca google: la costituzione di un "Fondo diocesano di sostegno famiglia e lavoro" con l'intento di concentrare pensiero ed azione su tutto ciò che possa servire utilmente ad alleviare le difficoltà e le ristrettezze che la presente crisi finanziaria ed economica generale provoca nella comunità locale.
L'obiettivo è, quindi, quello di andare incontro concretamente a chi ha perso, o sta perdendo l'occupazione e non sarà più in grado di mantenere dignitosamente sè e la propria famiglia; la dotazione iniziale del fondo è costituita da 50 mila euro provenienti dall'otto per mille destinato per opere di carità, alle quali poi si aggiungeranno le offerte specifiche che la Diocesi riceverà con la stessa finalità e i risparmi della Diocesi conseguenti ad opportune scelte di sobrietà.
Proprio nella giornata di oggi, 15 marzo 2009 ricorrenza del 50° anniversario di ordinazione sacerdotale del Vescovo, è stata indetta la "giornata della solidarietà" che si terrà in tutte le Parrocchie della Diocesi e nella quale tutte le offerte, elemosine e donazioni fatte durante le funzioni liturgiche saranno devolute all'incremento del "fondo" la cui gestione, da domani, sarà strettamente correlata e coordinata con le altre attività assistenziali e caritatevoli della Diocesi.
Ritengo che questo sia un esempio di come si possa fare del bene, sostenerlo promuovendo il più possibile la solidarietà di tutti e l'attenzione verso chi è più in difficoltà da parte dell'intera comunità, lontani dalla demagogia che spesso invade i tradizionali mezzi di comunicazione che con difficoltà riescono a far passare buone notizie a differenza di quelle più sensazionalistiche ed emotive: è più facile e vende di più pubblicare un'inchiesta sull'8 per mille alla Chiesa cattolica, dare voce ad altre Chiesa quasi che debba esserci una guerra anche nel promuovere il bene...Più difficile calarsi nella realtà, cercare esempi che riescono ancora a sprigionare energie e speranze positive in grado realmente di dirigire la nostra esistenza verso un mondo più giusto e solidale.
Peccato, nel mondo ormai globalizzato della comunicazione, che anche la Chiesa abbia perso un'altra occasione per dare notizie reali, credibili e soprattutto verificabili.
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aprile